NON è questione di “buon gusto”!

Probabilmente il titolo dell’articolo desta qualche arrabbiatura o alzata di spalle. Forse qualcuno si chiederà come mai una coach d’immagine sminuisce il “buon gusto” quando è la sua professione… ma il punto è proprio quello.

Un bravo consulente d’immagine non ha per forza “buon gusto” o meglio, non basa la sua professione sul suo gusto personale!

Come spesso accade, non programmo i miei articoli sul blog, né le mie pubblicazioni sui social, ma scrivo di getto nel momento in cui ritengo di dover trattare un determinato argomento. I bravi social media manager non me ne vogliano, so che devo organizzarmi e migliorare! Ce la farò!

Perchè vi racconto questo?

Perché gli argomenti dei miei post “mi arrivano dalle circostanze”.

Prendiamo il tema di oggi: di recente mi è capitato spesso di leggere la biografia di alcune colleghe che motivano la loro scelta professionale parlando della propria passione giovanile per la moda e al loro buon gusto personale; qualche settimana fa ho sentito una persona commentare il lavoro di un’altra collega  affermando “è brava perché ha buon gusto”; infine ieri ho sentito una ragazza commentare il lavoro del consulente d’immagine dicendo “ma c’è gente che paga per questo?! Che vengano da me che li consiglio gratuitamente come truccarsi e vestirsi!”, come se fosse appunto una questione di gusto personale.

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De gustibus non dispuntandum est,  affermò Giulio Cesare davanti ad un piatto che fu servito a lui e ai suoi generali e che non corrispondeva ai gusti romani dell’epoca.

Dopo qualche secolo invece siamo ancora molto focalizzati su ciò che ci piace e abbiamo la tendenza a pensare che ciò che piace a noi é bello.

L’aver vissuto per molto tempo fuori dall’Italia, mi ha reso ancora più palese la verità di questa frase (ciò che piace a noi italiani può risultare di “cattivo gusto” in un altro paese e viceversa- vogliamo parlare delle lumache e delle rane come prelibatezza gastronomica dei cugini d’oltralpe e che fanno rabbrividire più di qualche italiano?). Ma anche nel mio lavoro constato quotidianamente quanto Cesare avesse ragione: quello che per alcuni miei clienti è il non plus ultra dello stile per altri è ridicolo.

E allora vi starete chiedendo: se non è questione di stile quali doti e capacità fanno di un consulente d’immagine un buon consulente d’immagine?

A differenza di uno stilista puro, di un pittore o di un altro artista ad un coach d’immagine non si richiede solo creatività e gusto.

Lo scopo di una consulenza d’immagine dev’essere :

  • “tradurre” la personalità in immagine personale (ciò che si vede di una persona)
  • allineare la comunicazione verbale e non verbale (di cui fa parte l’immagine)
  • aiutare il coachée/cliente a perseguire i propri obiettivi personali o professionali attraverso un miglioramento dell’ immagine (che non significa per forza di cose “armonizzazione”)

Questo comporta una serie di nozioni relative alla valenza comunicativa e simbolica di colori, forme, abbinamenti cromatici e stile che vanno ben oltre al “bello” estetico fine a se stesso. 

Quando ci si rivolge a un web designer gli si richiede di creare un sito web bello ma anche efficace, giusto? O vi accontentate del “bello”? Non é importante che il sito sia funzionale, che vi permetta di veicolare un messaggio ben preciso e che guidi gli utenti verso ciò che per voi è fondamentale?…Probabilmente se vendete dei prodotti o dei servizi, o se avete un’associazione e desiderate divulgarne al meglio l’attività vi preoccupate anche dell’efficacia e non solo dell’estetica. 

La stessa cosa vale per l’immagine personale.

Se volete apparire “belli” probabilmente vi sarà sufficiente rivolgervi ad una persona con buon gusto (o meglio con un gusto simile al vostro) per farvi consigliare. Ma se volete essere sicuri che la vostra immagine parli di voi ed esclusivamente di voi, che faciliti le vostre relazioni personali e professionali, che comunichi esattamente ciò che voi volete comunicare, allora dovete andare in cerca di competenze specifiche e che non sono “doti naturali”.

Come si riconoscono tali competenze se non si è esperti ? 

  1. andate a vedere qual’é la sua formazione: dove ha studiato, dove ha fatto pratica? Ha un attestato conseguito in qualche giornata o un diploma di lunga durata composto da studio, pratica e superamento d’esami?
  2. osservate il portfolio o i lavori svolti dalla persona a cui vi rivolgete (non solo nella consulenza d’immagine, ma anche in altri ambiti, valutare i lavori già fatti è un buon punto di partenza)
  3. osservate le sue creazioni: vi sembra che il suo stile sia sempre lo stesso o che il consulente d’immagine sia in grado di adattarsi allo stile e al gusto personale del suo cliente? Il bravo coach é il più grande sostenitore e fan del suo coachée e desidera mettere quest’ultimo in primo piano e non sé stesso ed il suo gusto.

E nella vostra professione invece come scegliere i migliori o più competenti? Sapete suggerirmi qualche altro metodo?

 

 

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