Melania Trump alla Convention Repubblicana: quando parole e abiti dicono due cose diverse

“On the second night of the Republican National Convention, Melania Trump came dressed for battle.“

Così esordisce l’articolo del New York times di Vanessa Friedman, e non si può che darle ragione.

Alla seconda serata della Convention repubblicana, Melania si è presentata con un completo di Alexander McQueen color verde militare. Vestita per la battaglia.

L’articolo del New York Times sull’abito di Melania Trump

L’abito dallo stile quasi marziale ricorda tanto, tantissimo le uniformi militari, un po’ come la moda femminile della seconda metà degli anni ’30 e i primi anni ’40 del secolo scorso: giacche strutturate con spalline imbottite, strette cinture in vita e larghi revers. Insomma, non proprio la moda di un periodo felice della storia occidentale.

Capi di moda della seconda metà degli anni 1930 e primi anni 1940

La scelta del colore verde rafforza il messaggio della forma e struttura dell’abito: il verde nella sua sfumatura kaki e militare ricorda ovviamente le uniformi e le mimetiche, simbolo di forza, sicurezza di sé e decisione la simbologia del verde kaki è molto diversa dal significato psicologico del verde chiaro dei germogli che fa pensare alla rinascita, alla vita che sboccia in primavera e dopo l’inverno, o al verde più intenso della natura in piena estate che ci da benessere e armonia. Il verde kaki è un colore spento, desaturato che veicola una sensazione più cupa delle sfumature più intense.

Diverse sfumature di verde trasmettono sensazioni diverse e trasmettono messaggi diversi.

Melania dunque, in quel outfit sembrava pronta per un attacco (o forse per una difesa?), pronta per uno scontro comunque.

Ci si aspettava un discorso con parole usate come armi contro qualcuno, ed invece le sue parole sono state di rassicurazione e di conforto, di ringraziamento, espresse con una voce calma e piuttosto tranquilla.

EPA/MICHAEL REYNOLDS

Una netta contrapposizione tra il suo messaggio verbale e para-verbale e il suo messaggio non verbale (dato in questo caso dall’abbigliamento visto che la mimica del viso e del corpo sono state piuttosto inespressive).

Queste incoerenze lasciano generalmente poco convinti: il cervello riceve due messaggi contrapposti e li elabora entrambi contemporaneamente, ma non sa a quale credere visto che dicono due cose diverse.

Ed in effetti così è stato: i giornali statunitensi (e non solo) non hanno taciuto la loro perplessità e molti articoli sono stati pubblicati per parlare dell’abito di Melania Trump.

A titolo esemplificativo, ricordiamo Vanessa Friedman che conclude il suo articolo chiedendosi:

“Quindi era difficile non chiedersi, dato il contrasto tra le sue parole e quello che indossava: quale guerra, esattamente, stava combattendo?

Stava dichiarando una tregua o intraprendendo una sua schermaglia completamente diversa, diretta a cambiare il tenore della campagna di suo marito? Quale territorio stava proteggendo? Si stava armando contro il mondo che guarda o qualcuno più vicino a casa?”

Se come hanno affermato, il discorso è stato scritto da lei personalmente senza il supporto dell’abituale portavoce Stephanie Grisham che ha detto “Ogni parola è sua”, allora rimane da chiedersi se anche la scelta dell’abito sia stata sua. Se così non fosse, l’incoerenza nei messaggi si potrebbe comprendere…

Il parere della Psicologa della Moda

Sull’interpretazione di questo look di Melania Trump , ma anche sul suo dress code in generale, vi invito a consultare l’interessantissimo articolo della dottoressa e Psicologa della Moda Paola Pizza. La dottoressa Pizza ha promosso la Psicologia della moda in Italia, iniziando ad insegnare nel 1992 , oggi collabora con la nostra scuola ESR Italia.

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