Costumista e consulente d’immagine: due professioni a confronto.

Cos’hanno in comune le professioni di costumista e consulente d’immagine? E che cosa li differenzia?

Se siete passionati di moda e non avete mai visto la serie Suits, dovete farlo. Parola mia: è un esempio televisivo per chi si occupa di immagine.

Al di là della trama, il motivo per cui vi segnalo questa serie è lo styling, sia degli uomini che delle donne.

SUITS — Season: 2 — Pictured: (l-r) Rick Hoffman as Louis Litt, Gina Torres as Jessica Pearson, Gabriel Macht as Harvey Specter, Patrick J. Adams as Mike Ross, Meghan Markle as Rachel Zane, Sarah Rafferty as Donna — Photo by: Robert Ascroft/USA Network

L’approccio di Jolie Andreatta, costumista e stylist di Suits, è molto azzeccato. Ed è proprio per questo che voglio parlare di questa serie per evidenziare i punti in comune tra consulente d’immagine e costumista.  Jolie Andreatta infatti fa sul set ciò che un consulente d’immagine fa con i propri clienti: mettere al centro la persona e usare l’immagine per comunicare in modo coerente.

1.Gli abiti devono riflettono la personalità di chi li indossa

Questo vale sia per noi comuni mortali che per dei personaggi, la differenza sta nel fatto che il costumista deve veicolare attraverso gli abiti il carattere i tratti salienti del personaggio e non dell’attore.

2.Gli abiti devono accordarsi all’ambiente in cui vengono indossati

Nella vita reale quanto scegliamo cosa indossare dobbiamo considerare l’ambiente in cui ci troveremo: molto probabilmente ci vestiremo in modo sensibilmente diverso se andiamo ad un matrimonio piuttosto che a un concerto rock o in ufficio. Anche il costumista deve tenere conto dell’ambiente e dell’atmosfera di ogni scena e fare in modo che l’abito indossato dagli attori ne enfatizzi alcuni aspetti.

3. Gli abiti devono valorizzare la persona ma non sovrastarla

Questo concetto è molto più chiaro per il costumista che per molti di noi o per molti consulenti d’immagine: in una serie tv o in un film l’abito non è il protagonista ( ameno che non si tratta di un film sull’ambito della moda); i personaggi sono i protagonisti. Ciò che indossano deve valorizzarli e farli apparire al meglio ma non farli passare in secondo piano. Lo stesso dovremmo fare noi, non dovremmo lasciare che i nostri abiti siano i protagonisti e ci rubino la scena: la persona è più importante di ciò che indossa.

4. Gli abiti seguono la tendenza ma non ne sono schiavi

Ogni costumista coniuga le necessità di copione con le tendenze del momento (se il film è ambientato nell’epoca contemporanea) o con le tendenze dell’epoca in cui il film è ambientato, coniugando stile, personalità, valorizzazione e tendenza alla perfezione, come elementi diversi di uno stesso puzzle. Anche il consulente d’immagine dovrebbe fare lo stesso: seguire le tendenze per permettere alla propria clientela di apparire sempre al meglio e mai d’antan e fare in modo che le tendenze rispondano alle esigenze della persona e non viceversa.

Ma facciamo qualche esempio con i protagonisti di Suits:

Donna, assistente di Harvey,  indossa abiti da manager (tubini strettissimi alti in vita e maniche a balze) e questo non senza una ragione: è sicura di sé, conscia del suo status di confidente del capo e possiede l’autorevolezza che deriva dall’esperienza.

Jessica, il socio dirigente dello studio legale: una vera leonessa, cui piace ricordare a tutti che c’è il suo nome sull’insegna. Per lei solo abiti firmati di grandissima classe, che la fasciano come fossero un’armatura. Nessuno svolazzo,  per una donna che ogni giorno sembra combattere per mantenere la posizione conquistata.

Oppure Louis Litt, amico/nemico del protagonista e volte fedele a volte meschino e egoista, all’inizio della serie appare sicuro di sé e impietoso e gli abiti che indossa gli stanno a pennello, a mano a mano che le stagioni avanzano il personaggio rivela aspetti di debolezza ed insicurezza, malessere e disagio all’interno dello studio e gli abiti gli si fanno stretti, la giacca spesso chiusa con un bottone sembra renderlo scomodo e stringerlo…

Jolie Andreatta non lascia nulla al caso: c’è la cura del dettaglio, la ricerca di quel particolare che valorizza l’aspetto complessivo senza diventare lui stesso il protagonista del look.

Inoltre, la designer di questa serie (così come farebbe un consulente d’immagine) coniuga alla perfezione il look giusto per la persona con le tendenze del momento, anche quando gli abiti sono modificati per le esigenze cinematografiche.

Se guardate la serie, non mancate di dirmi cosa ne pensate.

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