Consulenza d’immagine Executive: cos’è e a cosa serve?

Di ritorno da un viaggio di lavoro a Parigi, mi ero già installata nella cabina dell’aereo nel mio posto abituale lato corridoio, quando il mio vicino di posto è arrivato.

Abito grigio chiaro, di media qualità, scarpe  piuttosto usurate di colore nero, occhiali dalla montatura squadrata giovanile, nessun orologio, una fede ed un anello, un braccialetto di fili colorati “da spiaggia”, di quelli che noi bambini degli anni ’80 portavamo finché non si riducevano in brandelli …perché portava fortuna e si poteva esprimere un desiderio quando si staccavano.

È arrivato sorridente , si è fermato esitante di fronte a me, si è guardato intorno, ha sistemato il suo bagaglio a mano nella cappelliera e mi ha lanciato uno sguardo indicandomi il posto vicino al mio. Mi sono alzata, l’ho fatto passare e mi sono rimessa a sedere e a sfogliare la mia rivista (n.d.r. una rivista di arredamento francese).

Quando, al primo scambio di parole con l’assistente di volo, ha capito che ero italiana ha cominciato a fare domande:

“Sei in viaggio per lavoro o in vacanza?”

“Ah per lavoro, e che lavoro fai?”

“La consulente d’immagine?! E cioè?”

“Ah ho capito. E io allora come sono vestito?! Sai indovinare che lavoro faccio guardandomi?!”

Questo tipo di domande oramai non mi sorprende più e fanno spesso parte del mio quotidiano. Dapprima gli ho fatto notare che un consulente d’immagine non fa l’indovino e poi,  come spiego sempre a chi incontro ho risposto :”Per giudicare come sei vestito dovrei sapere quale attività svolgi, come sei come persona e quali obiettivi di comunicazione vuoi perseguire; non c’è un’immagine giusta e una sbagliata, un modo di vestirsi bene e uno di vestirsi male, ma esistono modi più o meno efficaci di vestirsi per comunicare”.

Nel mondo del business sono ormai molto noti gli effetti positivi che può avere una comunicazione efficace, una comunicazione coerente e ben gestita. A ragion veduta si investe in corsi di formazione per il personale per migliorarne le capacità comunicative, si investe in comunicazione corporate (il tono di voce da usare nelle comunicazioni dell’azienda, come rivolgersi e a chi, come parlare ai propri stakeholders, e cosi via). Ma ciò che mi stupisce è che ancora si investe poco o non si investe affatto in comunicazione non verbale legata all’immagine delle persone. Questo è vero soprattutto in Italia, mentre all’estero, nei paesi anglosassoni ma anche in Francia la consapevolezza di dover gestire  l’immagine così come si gestisce il resto della comunicazione sembra essere un passo più avanti che nel Bel paese.

Ma che cos’è dunque l’Executive Image Consulting o Consulenza d’immagine Executive?

Non è altro che una consulenza d’immagine come tutte le altre, ma si rivolge in particolare alle persone di rilievo di un’azienda, i cosiddetti profili Executive, manager e dirigenti per lo più.

Lo scopo è creare un’immagine professionale che sia coerente con la comunicazione e i valori dell’azienda ed in linea con il ruolo professionale che la persona ricopre.

Personalmente preferisco parlare di Business Image Consulting più che di Executive Image Consulting, perché sono profondamente convinta che tutti i dipendenti di un’azienda a qualsiasi livello debbano imparare a comunicare con la propria immagine e a comunicare coerentemente con ciò che l’azinda desidera veicolare e non solo coloro che hanno un posto di spicco.

Certamente i dirigenti ed i manager che rappresentano pubblicamente l’azienda devono assicurarsi che la loro immagine sia coerente con la comunicazione aziendale, nel loro ruolo è imprescindibile; ma anche altre figure non possono trascurare la comunicazione non-verbale: tutti i ruoli cioè che per un motivo od un altro entrano in contatto con partner, clienti o fornitori dell’azienda.

A cosa serve il Business o Executive Image Consulting?

La prima risorsa di un’azienda sono senza dubbio le persone che la compongono, sia che si tratti di una ditta individuale (una sola persona dunque) sia ch eri tratti di una società con migliaia di dipendenti, essa non potrebbe né esistere né funzionare senza gli individui che la compongono.

E sono proprio le persone, i dipendenti, manager e dirigenti, di un’azienda ad essere il primo veicolo di comunicazione dell’azienda stessa.

Se loro comunicano efficacemente l’azienda ne beneficia sia in termini di immagine e brand che in termini di profitto.

Ma spesso, prima ancora di essere sentita o ascoltata una persona è “vista”, e oggi in un mondo visuale e virtuale questo è ancora più vero: rare le relazioni che sopravvivono solo al telefono e per le quali ci si chiede che volto abbia il nostro interlocutore, basta una rapida ricerca online per soddisfare la curiosità.

L’immagine e tutto ciò che è visuale ha un grande potere : si stima infatti che il 90% delle informazioni che il nostro cervello processa ci raggiungono attraverso gli occhi (Hyerle D. 2009), inoltre al nostro cervello bastano circa 15 decimi di secondo per processare un’immagine (Thorpe, Fize, D. & Marlot, C. (1996)), quanti secondi servono per ascoltare la frase : “Piacere sono Mario Rossi e sono il responsabile marketing di Rossi & c.”?

L’immagine dunque ci arriva più rapidamente e la processiamo con maggiore facilità, e come se non bastasse la ricordiamo meglio. Se a tutto questo aggiungiamo il fenomeno del bias di conferma, appare chiaro come l’impressione visiva che l’immagine “imprime” negli altri possa facilitare o ostacolare le relazioni ed il raggiungimento di obiettivi professionali.

Appare dunque evidente che un’immagine professionale gestita e ottimizzata aiuta e non poco a raggiungere obiettivi personali e aziendali.

E come se non bastasse, ciliegina sulla torta, avere le idee chiare su cosa indossare e come comportarsi permette anche:

  • di guadagnare tempo nella scelta del proprio look e nel comportamento da adottare in ogni occasione;
  • di sentirsi a proprio agio nelle varie situazioni, maggiore la fiducia in sé, maggiore l’autostima ed i risultati ;
  • non doversi preoccupare di cosa indossare, di come comportarsi, cosa dire o non dire o fare e non fare permette di concentrarsi sulle cose importanti per l’azienda: le proprie mansioni, senza disperdere energia inutile;

A quando allora una comunicazione integrata per le aziende: una comunicazione coerente tra immagine aziendale (brand, logo, colori, tone of voice, valori corporate, ecc.) e immagine del personale dell’azienda?

Mi auguro presto, prestissimo!

E secondo voi che lavoro faceva il mio vicino di posto? 😀

 

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